Dott. Jamshid Amini
Uno dei tanti prigionieri politici della Repubblica Islamica dell Iran.
Pagine rappresentano la protesta di un prigioniero recluso nella prigione di Evin nella città di Tehran. Un medico, un colonnello dell’esercito, ma soprattutto un patriota che ama il suo paese, e si preoccupa della sua gente.
Il dott. J. Amini fu arrestato nel febbraio del 2000 mentre si recava a lavoro. Egli inoltre ha servito l’Esercito Iraniano con il grado di colonnello dal 1979, ha combattuto in prima linea, per cinque anni della sua vita, nella guerra tra Iran e Iraq.(1979-1987)
Il dott. Amini e sua moglie ( M. Kianersi, farmacista ) hanno dedicato molto tempo, presso il loro studio, sia con le ricerche sia con gli esprimenti, lavorando in collaborazione con pazienti tossico-dipendenti, per combattere la droga e contro la cospirazione che la Repubblica Islamica dell’Iran ha creato a partire dalla rivoluzione del 1979 (secondo le più recenti notizie i tossico-dipendenti da oppio sono, in Iran, circa 10-15 milioni, e almeno 6 tonnellate di oppio sono distribuite a Tehran giornalmente )
Il dott. J. Amini barbaramente fu arrestato da un gruppo di persone sconosciute che non indossavano né uniformi né alcun distintivo che consentisse la loro identificazione; questi circondarono il suo veicolo e nello stesso tempo un altro gruppo di persone con simili caratteristiche irruppero in casa sua e tennero rinchiusi in una stanza, sua moglie e i suoi due bambini, per una intera giornata, minacciandoli e importunandoli, finché non ebbero smesso di perquisire. La stessa situazione contemporaneamente si verificò nella casa dei genitori (dott. J.Amini) a Mashad (una località del norde -est dell’Iran) ( dott. Kianersi ) a Isfahan(una località centrale dell’Iran) .
In qualità di scrittore di questa triste e spiacevole lettera, non sono in grado di descrivere pienamente il danno che tali interrogatori causarono a lui e il resto della sua famiglia.
Il gruppo Dopo aver arrestato il dott. J.Amini portò in un luogo chiamato “Sahfaja”, per circa un mese con gli occhi chiusi e le mani e gli arti inf. legati ad una sedia, dove iniziarono gli interrogatori nel corso dei quali furono impiegate torture di ogni genere allo scopo di ottenere documenti scritti e “confessioni di cospirazione”. Tali documenti sono stati convalidati da un giudice il quale era stato anche un interrogatore (torturatore) ed infine mandati ad un “pubblico ministero” che aveva ,anche lui fatto parte dei torturatori. Dopo tutte queste procedure che hanno creato un processo falso, fu condannato all’esecuzione.
Durante il suo primo anno di prigionia, fu costantemente sottoposto a torture psico-fisico.
Egli fu ripetutamente ogni giorno a mezzanotte portato via dalla sua cella (di 2 x 2m, dove si trovava in assoluto isolamento ) in luoghi dove si sentivano rumori da sparo di Mitra (fucilazione),e veniva detto che sarebbe stato ucciso in quella notte.
Funzionari insistevano a presentare istanza per la sua esecuzione. Il dott. J.Amini è stato violentemente percosso e ammanettato, sospeso dalle sue braccia e frustato 80 volte alla pianta dei piedi con cavi elettrici. Guardie della prigione lo picchiavano duramente fino a portarlo quasi alla mancanza di conoscenza, poi gli gettavano addosso acqua gelata e dopo immediatamente acqua bollente, dicendogli che l’unica cosa che avrebbe dovuto fare, era di accettare il capo d’accusa contro di lui. Le percosse da lui subite gli hanno procurato la perdita del 100% dell’udito nell’orecchio sinistro.
il dott. J. Amini è stato,inoltre, sottoposto ad altre forme di trattamenti disumani. Sua madre e sua moglie svennero quando lo videro per la prima volta dopo il suo arresto. Egli aveva evidentemente una faccia piena di brutti lividi, aveva perso i capelli e riusciva a malapena parlare e camminare.
Nel 2001 sua moglie e i suoi genitori scrissero al Ministro della Giustizia, Ayatollah Sharoudi, chiedendogli sulla base di quali prove il dott. Amini si trovasse in prigione. Chiaramente, essi non hanno mai ricevuto nessuna spiegazione in merito a tale questione.
Implicazioni mediche :
Nei primi due anni di prigionia , il dott. J. Amini è stato percosso con calci e bastoni al volto che gli hanno procurato frattura mandibolare e dentale. Ha avuto problemi gravi di circolazione periferica e della pressione arteriosa, ematoma ed emorragia interna nel fegato per trauma contusivo addominale , dolori acuti alla rachide dorso-lombare, broncopolmonite, invalidità e debolezza ai muscoli del polpaccio dovute alle 80 violente frustate con i grossi cavi elettrici,(purtroppo è molto frequente in Iran).
Gli sono stati negati trattamenti sanitari e non è stato più capace di dormire in modo regolare dal tempo del suo arresto, inoltre giornalmente soffre di un disturbo e dolore severo quando parla o mangia a causa della frattura mandibolare riportata grazia alle torture della repubblica islamica !!!
I medici della prigione di Evin avevano ripetutamente richiesti e raccomandati che fosse portato fuori dall’istituto il più presto possibile. Funzionari giudiziari superiori accettarono la richiesta, perché ricevesse cure mediche fuori dalla prigione ma tale richiesta non è stata realizzata dalle autorità della prigione. Di conseguenza le sue condizioni di salute continuarono a peggiorare.
La sua famiglia ha richiesto molte volte che al dott. J. Amini venisse concessa la possibilità di lasciare temporaneamente la prigione allo scopo di eventuale ricovero in ospedale, ma ciò gli fu negato fino all’estate del 2004. In quel periodo egli fu ricoverato a causa del broncopolmonite,e problemi ai reni e soprattutto per una grave epatopatia post-traumatico che gli causava molto sofferenza. Durante il ricovero di 6 giorni, egli fu tenuto sotto sorveglianza dalle guardie per 24 ore al giorno e non gli furono accordate visite,e dopo solo 6 giorni fu portato nuovamente in prigione mentre la sua salute stava deteriorandosi a causa del trattamento sanitaria non adeguato .
L’art. 38 della costituzione iraniana ( Qhanun-e Asasi ) stabilisce che “tutte le forme di tortura allo scopo di estorcere confessioni o acquisire informazioni sono vietate. La coercizione degli individui allo scopo di confessare, testimoniare o giurare non è permessa. Ogni confessione, testimonianza o giuramento ottenuta sotto arresto illegittimo è priva di valore e credibilità.
Dott.amini fu condannato a 10 anni di prigionia , 150000 dollari di multa, 110 frustate, in un processo tutto artificiale e falso senza validi documenti e sotto torture psicofisico( il suo torturatore sajade pakdel sulla denuncia del dott. Amini è stato condannato per il suo comportamento disumano verso i prigionieri torturati dal tribunale militare sezione sette di tehran n° prot. 846 in data 2001 )
Dopo lunghi 5 anni di sofferenze e silenzio chiediamo a tutti organizzazione umanitaria e specialmente dall’ amnesty international auito e collaborazione, per poter offrire la pace e serenità e possibilità di abbracciare la sua famiglia in qualsiasi parte del mondo che